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Eluanla... Cei: "Questa e' eutanasia" PDF Stampa E-mail
Le notizie - Ultime dal mondo
mercoledì 04 febbraio 2009

Sulla vicenda di Eluana Englaro «il discorso più eloquente è stato e rimane, da parte della Chiesa, il servizio silenzioso delle suore di Lecco, che fino a ieri hanno accudito Eluana». Lo ha detto mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei, rispondendo alle domande dei giornalisti, nel corso della conferenza stampa di presentazione del Comunicato finale del Consiglio episcopale permanente.

Sulla vicenda Englaro Crociata ha dato voce alla presidenza della Cei che fa propria la dichiarazione resa nota ieri sera da S. E. mons. Pietro Brollo, arcivescovo di Udine, alla notizia del trasferimento di Eluana da Lecco ad Udine: «Faccio appello alla coscienza di tutti, perché quanti hanno chiaro di essere al cospetto di una persona vivente non esitino a volerne e ad esigerne la tutela, mentre quanti dubitano ancora abbiano la sapienza e la prudenza di astenersi da qualsiasi decisione irreparabile». «È a tutti evidente - ha continuato - che qualsiasi azione volta ad interrompere l’alimentazione e l’idratazione si configurerebbe al di là delle intenzioni come un atto di eutanasia. Per parte nostra osiamo ancora sperare nella forza della preghiera che vince le resistenze più nascoste e siamo vicini alla famiglia così duramente provata e alle suore di Lecco che hanno amorevolmente assistita Eluana Englaro fino a ieri».

Crociata ha anche ribadito a nome della Chiesa italiana «l’adesione incondizionata a quanto con tanta puntualità il Papa continua a proclamare e a insegnare, anche in questa materia così delicata». «Detto questo – ha proseguito – non possiamo fare a meno di cogliere una contraddizione enorme, inconcepibile: da un lato, si toglie cibo e acqua, dall’altro lato, si ricorre a sedativi e medicinali per far sopportare l’effetto immediato, oltre che quello definitivo di provocare la morte, di essere privata del sostegno vitale». «Togliere cibo e acqua e dover ricorrere a terapie è una cosa a rigor di logica inconcepibile», ha denunciato Crociata, che ha voluto comunque «ribadire l’assoluta vicinanza, la comprensione alla famiglia e alla ragazza stessa», attraverso un atteggiamento di «compassione rispettosa». «Quando ci avviciniamo al mistero del dolore e della morte – ha affermato il segretario generale della Cei – bisogna tacere, e per chi crede pregare».

 
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Le notizie - Ultime dal mondo
giovedì 22 gennaio 2009

Tutti godono della sua presenza, tutti soffrono della sua assenza.
È pace, gaudio, amore, ardore, clima di eroismo,
di somma generosità.
È Gesù fra noi!
Vivere per averlo sempre con noi,
per portarlo nel mondo ignaro della sua pace,
per avere in noi la sua Luce!

La volgiamo dare a tutte le anime che sfioreranno la nostre,
non possiamo tenerla solo per noi, giacchè molti,
molti hanno fame e sete di questa piena pace,
di questo gaudio infinito.

Se noi resteremo fedeli alla nostra consegna – Ut unum sint-
il mondo vedrà l’unità.
Tutti saranno uno, se noi saremo uno.

E noi temiamo di cedere tutto all’unità.
Senza amore ogni oltre misura, senza perdere il giudizio proprio,
senza perdere la propria volontà, i propri desideri,
non saremo mai uni!

Sapiente è chi muore per lascia  vivere in sé Dio!
L’unità anzitutto!
Poco contano le discussioni, le questioni anche più sante,
se non diamo vita a Gesù fra noi.

                                                  (dagli scritti di Chiara Lubich)

Siamo oramai alla vigilia della settimana di preghiera per l’unità dei cristiana che si celebrerà dal 18 al 25 gennaio 2009. Tale giornata ha come tema: “Che formino una cosa sola nella tua mano” (Ez 37,17). Tutti siamo invitati a versare il nostro contributo per la realizzazione dell’unità nella Chiesa. Come? Solo la preghiera può realizzare quanto Gesù stesso, prima di essere crocifisso ha chiesto al Padre: che tutti siano una cosa sola (Gv 17, 21). Chiediamo con insistenza, bussiamo al cuore di Dio, perché ci sarà aperto. Perché possiamo, come la chiesa primitiva, essere unanimi nell’ascolto dell’insegnamento degli apostoli, nella preghiera e nella frazione del pane (cfr At).

Noi abbiamo creduto all’Amore e per l’unità vogliamo vivere!

 
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